07/05/2023
Tempo di lettura: 5 min
Il Counseling entra in ospedale

Non siamo (quasi) mai autocelebrativi e preferiamo solitamente lasciare spazio e voce ai nostri studenti e ai nostri clienti. Oggi facciamo un’eccezione e parliamo di noi, di un nostro importante progetto che ci ha visto protagonisti in una veste e in un ambiente nuovi. E che ci ha reso orgogliosi.
Da quando abbiamo deciso di aprire la nostra Scuola di Counseling, nel 2016, abbiamo avuto sempre chiaro un obiettivo: continuare ad agire il counseling nei contesti organizzativi e non dedicarsi solo ed esclusivamente alla formazione.
Chi ci conosce lo sa: la nostra missione è divulgare il Counseling prima ancora che formare Counselor.
A noi piace la concretezza, l’agire…il vedere e il poter toccare con mano la sua efficacia. E così ogni giorno cerchiamo di portare avanti la vera attività di un counseling agito in diversi contesti: sportelli di ascolto, counseling di gruppo con percorsi sulla consapevolezza emotiva e ambienti di cura. Oggi vi vogliamo raccontare della nostra ultima esperienza: la più recente appunto e sicuramente la più interessante, che profuma di lungimiranza e speranza.
Il Counseling e la salute mentale
Il Counseling in ambito socio-sanitario è uno strumento utile sia per gli operatori (medici, infermieri, assistenti sociali, educatori, oss) che per i pazienti. Utile perché cambia il mindset, la visione e rende più sopportabile un contesto ricco di dolore e sofferenza.
Soprattutto per gli operatori della salute mentale, acquisire competenze e abilità di counseling ad integrazione della loro formazione può essere un plus, una marcia in più per affrontare il lavoro quotidiano.
Forti di questa convinzione abbiamo sempre sensibilizzato il settore socio-sanitario verso questo importante tema.
E nel 2023 finalmente siamo entrati, come ente formatore, in un ASST della Provincia di Milano.
Siamo stati infatti chiamati dalla coordinatrice del Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze di un presidio ospedaliero, per un percorso formativo sul Counseling Motivazionale.
Un progetto importante durato qualche mese che ci ha sfidato e appassionato e che ci ha confermato che le nostre convinzioni sono corrette.
Gli operatori sanitari e il loro mindset
Il percorso formativo proposto è durato 4 incontri e ha introdotto i concetti di counseling motivazionale al personale socio-sanitario e le competenze, le tecniche, i principi guida e gli strumenti utili per favorire l’empowerment dei pazienti, il cambiamento degli stili di vita e l’aderenza terapeutica.
Quattro incontri intensi dove siamo venuti a contatto con un lavoro delicato e a volte frustrante.
Abbiamo lavorato soprattutto su due fronti: iniziare a cambiare il mindset degli operatori sanitari da una parte e fornire i primi strumenti di counseling per agire una relazione interpersonale diversa dall’altra.
Ci siamo serviti di tutti gli approcci metodologici tipici della nostra Scuola: l’orientamento umanistico-esistenziale risulta essere il più efficace in un contesto simile e il colloquio motivazionale, che nasce proprio per queste figure, è lo strumento principe. Ma vediamo i passaggi che hanno caratterizzato il progetto.
Dal WE CURE al WE CARE
I primi incontri li abbiamo dedicati al cambiamento del mindset degli operatori: introdurre il counseling nella propria attività lavorativa significa prima di tutto prestare attenzione alla persona in modo diverso rispetto a quanto viene fatto oggi.
Il personale sanitario infatti è molto concentrato sul paziente e gli aspetti della cura: c’è prima di tutto la patologia, la malattia. Ed è cosa ovviamente giusta e da farsi. Ma prendersi cura significa comprendere e accogliere la totalità della Persona che non è solo la malattia, ma è una vita altra.
E’ necessario un cambio di mindset affinché si verifichi quella famosa umanizzazione delle cure di cui molto si parla. Questo passaggio l’abbiamo chiamato dal We Cure al We Care: dalla cura della patologia al prendersi cura della persona. Una sola vocale a volte può cambiare un mondo.
Lavorare su questo cambio di mindset non è semplice né immediato: è necessario integrare competenze e abilità note e consolidate con le abilità del counseling. Per un operatore invertire una priorità (la cura) non è affatto scontato: la terapia è il suo lavoro!
Ne sono nati confronti, esercitazioni, scoperte e consapevolezze che i partecipanti hanno potuto sperimentare fin dal primo giorno. I racconti di quegli operatori che hanno voluto provare già dal giorno successivo ad esercitare le abilità di counseling hanno testimoniato (con loro grande sorpresa) come la relazione con il paziente si sia vestita di sfumature diverse e come abbia facilitato anche la conversazione e il trasferimento di informazioni mediche.
Il colloquio motivazionale
I successivi incontri si sono concentrati sull’apprendimento del colloquio motivazionale, una tecnica di counseling o di psicoterapia breve che mira a favorire il cambiamento di comportamenti indesiderati o a promuovere l’adozione di comportamenti positivi.
Il colloquio motivazionale si basa su quattro principi fondamentali:
- Empatia: l’ascolto attivo delle emozioni e delle esigenze del cliente
- Amplificazione del conflitto: mettere in luce i conflitti interni della persona tra le sue abitudini attuali e i suoi obiettivi desiderati
- Resistenza: evitare di imporre soluzioni al cliente, ma piuttosto facilitare la sua auto-esplorazione
- Supporto all’autonomia: facilitare il processo decisionale del cliente in modo da favorire la motivazione intrinseca.
Molti gli strumenti che il colloquio motivazionale offre e che possono essere integrati a quelli già in uso dal personale sanitario e che i partecipanti hanno dimostrato di apprezzare pur nella difficoltà di trovarsi di fronte ad una pratica diversa.
Che conclusioni trarre? Introdurre il counseling nei contesti sanitari non può che aiutare gli operatori e i pazienti. Certo, non è un passaggio facile né immediato…ma noi continuiamo a seminare, fortemente convinti come siamo che cambiare non solo si debba, ma si possa.
Ringraziamo da questa pagina la Coordinatrice Infermieristica, di cui manteniamo l’anonimato per questioni di privacy, per il suo coraggio e la sua lungimiranza.
Se anche voi volete portare il counseling motivazionale all’interno della vostra struttura sanitaria scrivete a c.speggiorin@e-skill.it
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